“XX settembre 1870: la Breccia di Porta Pia, ingresso per l’Italia”- Conferenza di Vittorio Lino Biondi.
Lunedì 15 novembre, h 17, in Sala Colombo, Unitre Barga invita all’incontro con il Col. Vittorio Lino Biondi sul tema XX settembre 1870: la Breccia di Porta Pia, ingresso per l’Italia.
Una vera occasione di rivivere, attraverso la lente di un esperto, uno degli eventi più significativi della nostra storia, la Breccia di Porta Pia, l’atto che portò a compimento l’Unità d’Italia.
Il XX settembre 1870 fu il giorno in cui, con un’azione militare decisa e simbolica, l’esercito italiano aprì un varco nelle mura di Roma, mettendo fine al potere temporale dei Papi e completando, di fatto, il Risorgimento.
Un viaggio nel nostro tempo vicino che racconta uno dei momenti più determinanti per la formazione del giovane Paese.
Con la conquista di Roma, infatti, inizia l’Italia.
Ma cosa accadde davvero?
Soldati, religiosi, luoghi e momenti della Storia: questo il Col. Biondi porterà alla nostra attenzione.
Un “trovatello senese” irriverente alla presa di Porta Pia.
Un nobile lucchese che difende il Santo Padre.
Un capitano ebreo che prende a cannonate la città santa.
Un comandante pisano che manca di un soffio la notorietà.
Un generale garibaldino che vuol gettare nel Tevere i Cardinali.
Il Col. ( Ris.) Vittorio Lino Biondi ha prestato servizio nella Brigata Paracadutisti Folgore e presso il Comando Forze Speciali dell’Esercito. Ha partecipato a varie missioni: Libano, Iraq, Somalia, Bosnia, Kosovo, Albania, Afganistan.
Cultore di storia militare, da tanti anni porta avanti un’instancabile opera di divulgazione e memoria storica, per cui ha ricevuto importanti onorificenze.
È “Ufficiale” dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e pluridecorato.
Da diversi anni ha messo a disposizione della cultura molte delle sue competenze militari: ha scritto il libro La battaglia di Sommocolonia, tradotto in inglese e adottato come testo di storia da una università americana e inoltre il saggio Soldati Italiani. Storie delle Grande Guerra pubblicato nel catalogo della mostra Grande Guerra in Valle del Serchio a cento anni dall’armistizio 1918 – 2018. Fa parte della Sezione Militare dell’Associazione “Napoleone e Elisa: da Parigi alla Toscana”, che tiene ogni anno conferenze storico-militari relative alle campagne napoleoniche.
Il Colonnello inoltre tiene regolarmente conferenze sulla Storia militare contemporanea del nostro territorio (I e II Guerra Mondiale), anche nelle scuole di ogni ordine e grado.
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Quella della Breccia di Porta Pia non fu una guerra che mirava alla distruzione dell’avversario, ma a una trasformazione politica. Finiva il potere temporale dei papi, ma il Papato non sparì: si ritrasse, si ricompattò, e tornò poi con un ruolo diverso e sorprendentemente influente. La breccia nel muro di Porta Pia fu l’atto finale della conquista dello Stato Vaticano da parte del Regno d’Italia. Sembra una guerra simbolica, e non è soltanto un’impressione. La presa di Roma del 1870 fu una guerra reale, con morti veri, ma la sua energia narrativa era diversa da quella dei grandi conflitti che ribaltano continenti. In questo senso, la Breccia di Porta Pia assomiglia a quei momenti in cui si dice che la storia fa un “gesto” piccolo ma di una portata molto ampia. Un colpo alle mura di Roma che fa passare una idea, aprendo uno spazio nuovo senza radere al suolo il precedente. La Breccia di Porta Pia venne vissuta, da molti italiani del tempo, come l’atto finale di un destino nazionale, quasi una necessità geografica che diventava politica. Il linguaggio risorgimentale era pieno di slanci, di visioni, di un’Italia che doveva ricomporsi come un arcipelago che torna continente. Questa è uno dei pochi casi in cui la guerra ha realmente chiuso una frattura, la pace è arrivata non per il rumore dei cannoni, ma per ciò che è venuto anche dopo: la capacità di costruire istituzioni, riconoscimenti reciproci, equilibri condivisi. Diplomazia e compromessi. Oggi molti conflitti si raccontano come guerre di “guarigione” (metter le cose al posto), quando in realtà sono guerre di espansione, di potere o di sopravvivenza politica. Anche attualmente, la storia è piena di conflitti che si presentavano come cure ma finiscono per essere cicatrici inguaribili. Per un quadro sintetico dell’epoca e del fatto si può accedere al link su Wikipedia. Per i morti e le vittime vedi La Nazione – Almanacco del 19 settembre 2021. |