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Vaccini in veterinaria, la loro importanza per la salute degli animali e dell’uomo.

di Francesco Tolari   (Abstract della conferenza presso UNITRE_Barga dell’11 Aprile 2021)

Salute umana e salute animale sono strettamente correlate fra loro e la storia della vaccinologia fornisce diversi esempi di cooperazione medico/veterinaria nella lotta alle malattie infettive: 

  • i primi esperimenti di Edward Jenner sul vaiolo vaccino, grazie ai quali siamo poi arrivati all’eradicazione del vaiolo umano; 
  • gli esperimenti di Louis Pasteur sul colera dei polli che portarono alla nascita dei primi vaccini batterici attenuati e quelli che portarono al primo vaccino contro la rabbia; 
  • gli esperimenti del veterinario francese Gaston Léon Ramon, che ideò il metodo per inattivare le tossine difterica e tetanica.  

Le vaccinazioni negli animali contribuiscono alla salute umana con diverse modalità che vengono elencate di seguito.

Vaccinazione negli animali per controllare le zoonosi (malattie trasmissibili dagli animali all’uomo) – Diversi vaccini per il controllo delle zoonosi negli animali da reddito, da compagnia e selvatici hanno un ruolo importante nel ridurre l’incidenza di malattie infettive degli animali che rappresentano un pericolo per la salute umana. Alcuni esempi di vaccini contro zoonosi utilizzati per controllare ed in alcuni casi eradicare la malattia eliminando il rischio per l’uomo, sono i vaccini contro: rabbia, brucellosi, leptospirosi, influenza, Febbre della valle del Rift, Nipah e Hendra virus, encefalite giapponese, febbre Q. 

Vaccinazione negli animali per migliorare la sanità degli alimenti di origine animale – La disponibilità di vaccini riduce l’uso di antibiotici a scopo curativo e profilattico negli allevamenti. Gli antibiotici infatti sono largamente usati per controllare e prevenire infezioni batteriche del bestiame e questo è particolarmente frequente negli allevamenti intensivi. La somministrazione di antibiotici negli animali destinati alla produzione di alimenti è normata con il divieto di uso di determinati antibiotici e la prescrizione di tempi di sospensione dei trattamenti prima della macellazione e durante la produzione di alimenti. Le crescenti preoccupazioni sul fenomeno dell’antibiotico resistenza, considerata dall’OMS un problema prioritario mondiale, richiedono una attenzione sempre maggiore sulla presenza di residui di antibiotici negli alimenti. Sono stati preparati vaccini che consentano di ridurre negli animali la escrezione di agenti infettanti che causano malattie trasmesse tramite alimenti. 

Questi vaccini riducono negli animali la colonizzazione e la escrezione dei patogeni che possono contaminare i prodotti di origine animale, carni, latte e uova, destinati al consumo umano. 

Vaccinazione negli animali da reddito per salvaguardare la produzione di alimenti – La vaccinazione contribuisce a controllare molte malattie del bestiame, che anche se non coinvolgono direttamente l’uomo, possono avere conseguenze gravi per i bisogni alimentari essenziali delle popolazioni umane. Produzione più efficiente di prodotti di origine animale ed un miglior accesso a proteine di qualità sono essenziali per alimentare la popolazione mondiale in rapida crescita che secondo le stime potrà raggiungere i 9 miliardi nel 2050. Secondo la FAO gli incrementi produttivi di alimenti di origine animale per una popolazione tanto estesa dovranno essere di circa il 50%. I vaccini preservando la salute animale e le produzioni svolgono un ruolo importante per soddisfare questi bisogni. Malattie epidemiche del bestiame ad elevato impatto economico, come l’afta epizootica e la peste suina classica, vengono tenute sotto controllo attraverso estese campagne di vaccinazione a livello mondiale ed una campagna globale di vaccinazione contro la peste bovina ha portato alla definitiva eradicazione mondiale della malattia nel 2011. 

Sarebbe lungo elencare la grande varietà di vaccini utilizzati in campo veterinario per controllare le malattie di una diversità di animali da compagnia e da reddito: cani, gatti, bovini, piccoli ruminanti, suini, camelidi, equidi, pollame, conigli, pesci da allevamento. Basta pensare che i vaccini veterinari che hanno ottenuto licenza commerciale negli USA sono oltre 1200.  La veterinaria è pertanto all’avanguardia nel campo dello sviluppo e della sperimentazione di nuovi vaccini anche perché lo sviluppo di vaccini per gli animali è per diversi motivi più facile rispetto a quelli destinati all’uomo: 

  • possono essere preparati e approvati in tempi molto più rapidi e con meno costi economici; 
  • gli studi di sicurezza ed efficacia, includendo esperimenti di vaccinazione/infezione nelle specie bersaglio, sono più agevoli; 
  • la loro utilizzazione sul campo in condizioni molto più controllate di quanto non si possa fare nell’uomo consente una valutazione biostatistica-epidemiologica molto più accurata dei parametri relativi a risposta immunitaria, efficacia ed eventuali effetti collaterali.  

Nella relazione si porteranno esempi su:

  • principali strategie vaccinali utilizzate in veterinaria;
  • progressi nella produzione di nuovi vaccini in campo veterinario e medico a seguito della applicazione delle nuove tecniche biotecnologiche;
  • esempi di campagne vaccinali negli animali domestici e selvatici che contribuiscono al miglioramento delle condizioni di salute degli animali e dell’uomo. 

Francesco Tolari – Già Professore ordinario di virologia veterinaria presso le Università di Torino e Pisa. È stato Direttore del Dipartimento di Patologia Animale dell’Università di Pisa e Membro del Consiglio Superiore di Sanità.   Ha partecipato a progetti di ricerca finanziati dalla Unione Europea, Ministero della ricerca scientifica, Fondazione Monte dei Paschi e Ministero degli esteri e svolto attività scientifica e didattica su malattie virali degli animali e Sanità Pubblica Veterinaria presso varie Istituzioni straniere in Inghilterra, Spagna, Giordania, Bolivia, Malawi, Cina e Uzbekistan. È autore/coautore di 160 pubblicazioni scientifiche.

Trentennale Amici del Cuore

a cura di Maria Lammari, vice-presidente di Unitre_Barga

Il 26 febbraio 1992 veniva fondata l’Associazione “Amici del Cuore” della Valle del Serchio, con sede a Barga presso la Sala Colombo.

Con un appassionato intervento il Dott. D. Bernardi ha salutato i tanti amici presenti che si sono uniti agli abituali frequentanti delle Conferenze UNITRE del lunedì pomeriggio, sottolineando come, in questi 30 anni insieme, siano state affrontate e risolte con il contributo di tutti varie problematiche a supporto dell’attività cardiologica della Valle.
Ha pure ricordato con commozione i soci fondatori deceduti  per l’impegno, la dedizione e l’entusiasmo a sostenere e portare avanti le varie iniziative, tutti volti ben conosciuti dalla maggior parte dei presenti.
Il racconto delle tappe più significative di questo percorso trentennale è stato arricchito dal supporto di immagini e testi esplicativi.
Tutto iniziò nel gennaio 1991 quando nacque, a Barga, il Reparto di Cardiologia e, quindi, si trattava di individuare le modalità di collaborazione con la stessa.
Il dott. Bernardi, colonna portante da sempre del sodalizio, ne ha delineato la storia dalla Sala Colombo, al Conservatorio di Santa Elisabetta fino all’attuale sede, al Circolo Rita Levi Montalcini, con i vari Presidenti che si sono susseguiti fino all’attuale( Fabrizio Da Prato), coadiuvati dal Consiglio Direttivo, dal Comitato Medico-Scientifico e dagli associati ricoprenti varie cariche sociali.
Ha quindi fatto un excursus delle varie attività (iniziative associative e culturali) portate avanti in questi anni: feste sociali, rassegne di gruppi corali, mostre, spettacoli teatrali, tornei sportivi…
Costante la presenza nelle scuole nell’ambito di Educazione alla Salute, coinvolgendo in modo interattivo ragazzi ed insegnanti.
Di rilievo le pubblicazioni, sia del notiziario con pubblicazione semestrale dal 1993 ad oggi, sia dei manuali di informazione ed educazione sanitaria che hanno riscosso particolare successo.
Inoltre l’Associazione ha aperto un servizio di Riabilitazione Cardiologica e si è prodigata in donazioni mirate di strumentazione alla U.O. di Cardiologia della Valle del Serchio.
Negli ultimi anni si è particolarmente impegnata sul territorio nella prevenzione della morte improvvisa per arresto cardiaco con la donazione di apparecchi DAE, previa l’organizzazione di corsi di educazione e addestramento all’uso del defibrillatore rivolti a cittadini e studenti Istituti Comprensivi di Primo Grado.
La sindaca Caterina Campani, nel consegnare un attestato di riconoscimento all’Associazione per il prezioso contributo rivolto alla comunità, ha rivolto un grande plauso a tutti gli associati per la serietà, la competenza, l’operosità dimostrate per il bene del nostro territorio.

 

Alessandra Trabucchi presso Unitre_Barga

COLORE E INNOVAZIONE:LA NASCITA DELLA PITTURA MODERNA TRA FINE OTTOCENTO E AVANGUARDIE ARTISTICHE DEL NOVECENTO

a cura di Maria Lammari, vice-Presidente Unitre_Barga

La dott.ssa Alessandra Trabucchi ha condotto l’incontro con vera competenza e grande passione, supportando l’analisi teorica dei movimenti artistici tra ‘800 e ‘900 con puntuali e scelte tele che hanno ottimamente visionato le varie sensibilità e peculiarità dei singoli pittori.
La fotografia e il colore appaiono gli elementi fondamentali di questo passaggio. Infatti, grazie alle recenti scoperte della Seconda Rivoluzione Industriale, l’uso della foto toglie il ruolo finora proprio della cultura e il colore diventa un materiale chimico, contenuto in tubetti.
Sempre più gli artisti si concentrano su temi diversi rispetto a quelli tipici della tradizione artistica accademica.
 Nel paesaggio l’aspetto principale è lo studio dell’atmosfera, del cielo, dei riflessi delle nuvole, di ciò che appartiene alla sfera personale del pittore.
Per l’artista il dipinto non è una semplice copia della realtà, ma esprime ciò che accade in quel momento. Quella luce, quel pulviscolo diventano protagonisti.
La dottoressa, attraverso il confronto tra due quadri di due pittori appartenenti a età diverse (Tiziano e Monet), ci ha fatto comprendere la rivoluzione intellettuale che avviene nelle scene rappresentate che hanno sì elementi comuni, ma con risultati del tutto diversi l’uno dall’altro. Classicheggiante il primo e nuovo, quasi scandaloso, il secondo che apre ufficialmente al movimento dell’Impressionismo.
Tele simili, ora diventate famose, erano destinate al Salone dei rifiutati, in quanto indegne.
Sono state passate in rassegna alcune opere di grandi autori, dall’Impressionismo all’Espressionismo fino alle Avanguardie artistiche: C.e E.Monet, Renoir, Van Gogh, Cezanne, Matisse, Kavinsky, Kirchner, Carrà…..in un caleidoscopio di colori puri, complementari (rossi con blu, gialli con viola…), che si trasformano in luce, creando effetti di piacevolezza e forte attrazione visiva.
Il saggista e filosofo Goethe, in La teoria dei colori, conferisce valore alla scelta degli artisti, in quanto sostiene che il colore non è solo un dato scientifico, ma si pone in relazione con la nostra psiche.
L’ultimo dipinto presentato (C.Monet 1918) è un tunnel di colori che apre alla cultura informale: liberati da ogni aggancio con la realtà, si è passati dal paesaggio della natura a quello dell’anima.
Abbiamo seguito affascinati l’analisi puntuale di ciascuna opera che è diventata di volta in volta comprensibile e chiara ai nostri occhi sapientemente guidati.
Un fluire emozionante che ha portato tanta luce in un grigio e burrascoso pomeriggio.

Il gusto e la scultura o la scultura e il gusto?

Lunedì 7 Febbraio 2022
a cura di Maria Lammari, vice-presidente di Unitre_Barga.

Barga, Via dell’Acquedotto, cortile all’entrata dell’Istituto di Scuola Superiore, l’Aula Magna è proprio dietro quelle porte davanti alle quali siamo in fila per permettere al personale della scuola di controllare la validità dei nostri green-pass.
Quando entriamo in aula conferenze, Claudio Menconi era già sul palco, preciso e ordinato a controllare il materiale per il suo lavoro.

Per noi, soci e amici dell’UNITRE_Barga, era finalmente il giorno della ripresa delle lezioni in presenza, dopo l’ennesima sospensione per gli allarmi Covid19. Ci siamo accomodati, seduti, il clima era coinvolgente ed anche il tema della conferenza lo era:

 La scultura del gusto.

Sono rimasta sotto il palco, dato che Claudio il tavolo da lavoro lo aveva sistemato lì,  per i saluti agli intervenuti andava bene lo stesso  e per presentare … ma chi non lo conosce?
Chef decoratore, maestro d’intaglio, re del food design, ovvero l’arte d’intagliare frutta e verdura trasformandole in opere d’arte!
Claudio Menconi nel 1977 si è diplomato alla scuola alberghiera di Marina di Massa, poi è stato tutto un rincorrere specializzazioni: in “Tecnico della Ristorazione” presso l’Istituto Professionale di Stato “F. Martini” di Montecatini Terme; in “intaglio e scultura vegetale” della Federazione Italiana Cuochi; in “scultura del ghiaccio” presso l’Accademia Superiore di cucina “Etoile” di Venezia.

A Barga lo ricordano anche perché è stato “il capo cuoco” presso l’Ospedale, il suo incarico era in effetti quello di coordinatore di cucina presso la U.S.L. n. 2 di Lucca.

Parlavo al pubblico attento, tutto rivolto verso di noi, e mentre lo raccontavo me lo vedevo all’opera nelle varie strutture alberghiere e di ristorazione presso le quali ha esercitato la sua professione prima di diventare docente tecnico presso la scuola alberghiera di Barga (LU) e la “Scuola Grandi Chefs” della Confcommercio di Lucca.

La scuola è stata una cassa di risonanza per la sua bravura. Erano sulla bocca di tutti le grandi doti artistiche e la sua vena creativa. Claudio Menconi è noto al grande pubblico per le sue costanti e innumerevoli partecipazioni alle più famose trasmissioni culinarie delle reti televisive nazionali, in particolare nelle trasmissioni di Uno Mattina, Linea Verde, Orizzonti, La prova del Cuoco, Detto Fatto, senza contare i vari servizi che gli hanno riservato i telegiornali Rai.

Si era messo al lavoro, se si può parlare propriamente di lavoro! Se avessimo chiesto a chiunque era presente, avremmo ascoltato la stessa risposta “la sua capacità tecnica è formidabile, mi entusiasma, quando applaudivo lo facevo perché me li faceva scappare dalle mani, gli applausi, solo dopo sentivo che anche gli altri applaudivano”.

Infatti lo abbiamo ripetutamente applaudito mentre dava forma pezzo dopo pezzo all’intera composizione.

Lo avevo detto, introducendolo, che il suo curriculum annovera una lunga lista di premi e riconoscimenti, tra i quali spicca la medaglia d’oro ottenuta alla Coppa del Mondo di decorazione gastronomica a Lussemburgo (2006) e la medaglia di bronzo alle Olimpiadi del 2008 di Erfurd (Germania).

Con precisi tagli, affinati dalla lunga esperienza, stava trasformando comuni vegetali e frutta di stagione  in splendidi fiori, ma potrebbero essere anche sembianze di animali marini: “una vera scultura!”

La prima parte della conferenza è stata dedicata al menù-tipo di un pranzo, in cui lo chef ha delineato le portate, dall’antipasto alla frutta, con molte e preziose informazioni riguardanti la tipologia di ogni pietanza, la temperatura, il bilanciamento tra dolce e salato, la quantità, la corretta sequela dei piatti, i tempi da rispettare, i metodi di preparazione… sembravamo i suoi studenti!

Le numerose e puntuali precisazioni hanno fatto emergere le qualità di Claudio Menconi, si percepiva lo chef ma anche l’insegnante, combinazione di competenze che lo hanno reso un autorevole rappresentante anche a livello internazionale.

Per chiunque di noi volesse leggerlo, è bene che sappia che ha pubblicato quattro libri: ‘Un pizzico di sale… “Un pizzico di pepe” prefazione di Francesco Guccini e vignette inedite di Sergio Staino (edizioni Plan, premio Bancarel’Vino 2005 e premio Ramponi 2005); “Sculptured Food, come trasformare il cibo in opera d’arte”, editrice M.Pacini Fazzi, un pratico manuale per rendere alla portata di tutti la creazione di piccole opere d’arte per la tavola; “Caterino”, edizioni Brandani, romanzo culinario scritto a quattro mani con lo scrittore Simone Togneri; “Decorazioni per quattro stagioni”, edizioni Youcanprint, con prefazione di Roberta Capua.

Claudio non è nato a Barga, ma a Carrara, con noi risiede da tanti anni, ha famiglia qui e molte altre cose le possiamo leggere sul suo blog https://claudiomenconi.com/

Da queste pagine rivolgo uno scultoreo GRAZIE a Claudio Menconi, a nome di tutti i presenti e della nostra Associazone UNITRE_Barga. Un augurio anche per il suo incarico di testimonial dell’azienda Paper Lynen. 

leggende barghigiane

Barga, Lunedì 6.DIC. 2021  – ore 17.00 presso la Sala Colombo in Barga,  la professoressa Maria Lammari, vice-presidente di UNITRE_Barga , ha presentato al pubblico il relatore 

“il professor Paolo Fantozzi è insegnante di lingua e letteratura inglese al Liceo Scientifico Vallisneri di Lucca.  Si occupa da anni di letteratura inglese e americana, di didattica della lingua inglese, di folklore e di storia locale. E’ stato formatore per insegnanti di lingua inglese.
Ha pubblicato la raccolta di racconti “Le Voci della Memoria” (2000) e numerosi volumi per «Le Lettere»: “Le leggende delle Alpi Apuane” (1999), “Storie e leggende della montagna lucchese” (2001), “Storie e leggende delle colline lucchesi” (2003), “Storie e leggende della Versilia” (2005), “Storie e leggende lungo il Serchio” (2007) e “Racconti e tradizioni popolari delle Alpi Apuane” (2012). Ha inoltre curato l’antologia di racconti di scrittrici inglesi e americane “Short Stories by Women Writers” («Loescher», 2007). Per «apice libri» ha pubblicato “Rupi e boschi incantati. Le fiabe delle Alpi Apuane” (2016), Storie e leggende dei Monti Pisani e l’ultimo lavoro è una riedizione delle Leggende delle Alpi Apuane che ha illustrato con i suoi acquerelli. Nel prossimo anno uscirà il libro Scrittori Inglesi e Americani in Toscana.”

Storie non scritte, ma trasmesse a voce, di padre in figlio, che raccontano la nostra identità culturale e la nostra appartenenza ad un territorio, quello della Valle del Serchio in particolare Barga, stretta tra Alpi Apuane ed Appennini.  Non sono semplici storie, quello che ci comunicano, ma una cultura ben precisa: quella legata alle difficoltà della vita quotidiana, alle paure, al tentativo di giustificare fatti misteriosi ed inspiegabili. Punto di partenza è la vita vissuta: contesto veglia, spazio di comunicazione e distensione. 
Storie e leggende popolate da esseri fantastici, animali, diavoli, santi, folletti, fantasmi, fate…una ricchezza infinita. E’ un viaggio nel passato per non disperdere, ma a recuperare tutto il patrimonio simbolico che le sottintende. 
Grazie alla ricerca appassionata del Prof. Fantozzi, testi nati esclusivamente orali, raccontati a veglio, hanno ripreso la loro voce in questi scritti perché non se ne perda la memoria e tutti vi possano accedere.
Certamente stasera potremo ascoltare solo alcune storie barghigiane che il Professore ci ha messo a disposizione, ma le altre saranno fruibili sul nostro sito curato dal Prof.Luti. Naturalmente l’invito è alla lettura dei suoi testi.
LEGGENDE BARGHIGIANE (clicca, accedi, leggi, scarica)

Maria la vice presidente, Sara la direttore dei corsi, Paolo il prof relatore

Il Professore ha intrattenuto molto piacevolmente i presenti tratteggiando le caratteristiche peculiari della leggenda, radicata nel paese, raccontata ed ascoltata, simbolo di appartenenza ad un territorio, con lo scopo di divertire ed intrattenere, ma anche di educare. Storie che presentano numerose varianti con le quali si può ricomporre un immaginario collettivo.  In particolare, ha fatto notare come la terra barghigiana ne sia ricchissima, frutto anche di uno stretto scambio culturale tra versante tirrenico e versante lombardo, pure con contaminazioni corse (conseguenza di periodici spostamenti per lavoro).
Tante le citazioni di luoghi ben precisi e di personaggi fantastici, con riferimenti alle opere del canonico Pietro Magri e di Renzo Salvi. La narrazione di varie leggende ha fatto emergere in ciascuno ricordi lontani e vissuti, con la curiosità e lo stupore di conoscere o riappropriarsi di un patrimonio ormai perduto.